Parliamo di Pop Art

Pubblicato: 10 ottobre 2011 in Senza categoria

La pop art è un movimento artistico nato intorno agli anni cinquanta negli stati uniti e in gran bretagna. La corrente si ispira alla società consumista ed alla cultura popolare, prendendo spunto da fumetti, pubblicità e prodotti del consumo di massa, che spesso diventano i soggetti delle opere di pop art. 
Richard Hamilton definisce questo corrente come popolare, transitoria, usabile, economica, giovane, spiritosa, sexy, atletico, affascinante e capace di generale grossi affari!
In pittura, la sfrontatezza dei contenuti viene affrontata attraverso l’applicazione di tecniche di tipo fotografico, mentre nella scultura viene prestata minuta e particolare attenzione al dettaglio. Le principali tecniche utilizzate per la pop art sono fotomontaggio, collage ed assemblaggio.
Il concetto di pop art viene spesso associato alle opere di Andy Warhol, uno dei principali esponenti del movimento. 

Andy Warhol

Andy Warhol nasce nel 1928 a Pitttsburgh, figlio di una coppia di immigranti cecoslovacchi.
Dal 1945 al 1949 studia arte presso il Carnegie Institute of Technology. Nel 1950 inizia a lavorare come grafico pubblicitario a New York.
È nel 1960 che A.W. intrapprende la sua carriera artistica, che in brevissimo tempo lo porterà ad essere la personalità di spicco della Pop Art americana.
La Pop Art interpreta i temi più tipici della cultura di massa americana, a volte irronizzandoli, a volte amplificando i suoi innegabili effetti di suggestione.
Nello stesso anno comincia la sua caratteristica produzione di immagini trattate con una nuova tecnica: la serigrafia. L’ artista fotografa un soggetto, lo sviluppa in diapositive; poi, proietta la diapositiva su una tela bianca e copia l’immagine prima a matita e in seguito con colori acrilici.

HOLLYWOOD
Nell’universo “warholiano” così legato alla cultura di massa, non poteva mancare il cinema e cioè Hollywood e le sue stars. 
La mitologia, che i mass media generano, trova nella star cinematograficha la sua incarnazione più suggestiva, soprattutto in anni in cui la TV non aveva ancora imposto i propri divi.
E oggi Internet è in grado di produrre fenomeni delle proporzioni di allora? 
Tutti i ritratti vengono eseguiti tra il 1962 e il 1966: l’artista stampa le serigrafie dei ritratti ufficiali degli attori (cioè le foto già ritoccate dai fotografi delle agenzie per abbellire i personaggi), ripetendole in serie su tele di grandi dimensioni. Raramente interviene con il colore; più spesso, l’immagine viene lasciata in bianco e nero, mentre cambia il colore dello sfondo. Ecco allora i divi di Hollywood: Warren Beatty, Nathalie Wood, Marlon Brando, Elvis Presley, Marilyn Monroe.

Marilyn
I ritratti di Marilyn Monroe sono al pari delle “Campbell’ Soup Cans” le opere più note di Andy Warhol, quelle che identificano più facilmente l’ artista.
Il volto dell’ attrice viene trattato con diverse combinazioni di colori, ed è, anzi, solo il colore ad identificare i ritratti.
Marilyn Monroe è trattata come un’ icona predisposta all’ adorazione feticistica, esattamente come i ruoli che le riservava il cinema, o meglio, come si dice oggi, “l’ azienda Hollywood”. 
Il mito “Marilyn” è diventato tale dopo il suo suicidio, ed è stata, forse, la frattura tra immagine pubblica e vita privata a spingere l’ attrice verso la morte, estremo bisogno di autenticità in un universo di bugie, come doveva essere a quel tempo Hollywood.
Warhol realizza queste opere pochi giorni dopo il suicidio dell’ attrice, sull’onda della grande emozione che si andava diffondendo nel mondo. La “Marilyn Monroe” di Warhol è l’ immagine di una donna morta perché non riusciva più ad identificarsi nello stereotipo di se stessa.
In queste opere è impossibile non cogliere la denuncia e la protesta, espressa con il semplice replicare l’ espressione radiosa e un po’ assente dell’ attrice.

 

Campell’s Soup Can
I barattoli di minestra Campbell’s sono accanto ai ritratti di Marilyn Monroe i tratti distintivi di Andy Warhol. Anzi, spesso sono stati assunti a simbolo della Pop Art a stelle e striscie. La loro fama ha travalicato i ristretti confini dell’ Arte: è stato detto che le “Campbell’s Soup Cans” non sono più solo minestra in scatola, ma Pop Art.
Con queste opere l’ artista sottolinea lo stretto legame che dovrebbe unire l’ Arte alla vita quotidiana. In questo modo vi è l’ ennesima sdrammatizzazione del grande gesto creatore romanticamente attribuito all’ artista

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